Mi chiudevo a chiave nel bagno dell'ufficio, rannicchiata sul pavimento a piangere. Ricordo ogni singola piastrella gelida contro la mia schiena che usavo per raffreddare il mio corpo in fiamme.
Quante volte mi sono buttata l’acqua gelida in faccia per sgonfiare il viso in lacrime. Odiavo quella forza che tutti mi attribuivano; era solo una maschera che mi stava soffocando.
Ho rifiutato promozioni per il terrore di parlare in pubblico e cancellato viaggi sognati per una vita perché la paura di un attacco di panico era più forte del mio desiderio di felicità.
Convivevo con una morsa allo stomaco che rendeva ogni pasto cenere e una mascella serrata che mi regalava emicranie atroci ogni mattina. Vivevo in un overthinking paranoico, convinta che prima o poi tutti avrebbero capito che ero solo un bluff, un'impostora pronta a crollare.
I pensieri mi toglievano il sonno la notte e le energie di giorno. Odiavo la mia vita. Mi stavo rassegnando a questa condanna, credendo a quella frase che mi sentivo ripetere come un mantra: 'Devi solo imparare a conviverci'.
Ma poi ho incontrato Gaia.
E tutto è cambiato. Gaia non è solo una psicologa che ha studiato sui libri. È una persona che l’inferno dell’ansia lo ha abitato davvero, sulla sua pelle. La sua non era una semplice preoccupazione: era un'ansia devastante, di quelle che ti tolgono il diritto di esistere e ti lasciano senza fiato in mezzo alla gente.
Ma Gaia ne è uscita. E oggi ha trasformato quella cicatrice in una missione. Si batte ogni giorno per gridare che si può 'guarire' dall'ansia invalidante.
Non sei condannata a gestire il tuo malessere per sempre. Esistono strumenti tecnici e biologici per rieducare il tuo sistema nervoso e riprendere il controllo del tuo corpo. Delle tue emozioni. Della tua vita.